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22/09/2014 → Lavoro nero:“Le ispezioni fondamentali per combattere il sommerso"

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Nel suo intervento alla Conferenza internazionale di Vilnius, il direttore generale Guy Ryder ha sollecitato gli Stati membri dell’Ue a intensificare gli sforzi per sostenere il passaggio dell’economia informale a quella formale attraverso politiche equilibrate, in grado di combinare misure dissuasive e di stimolo.

 “Siamo fermamente convinti che le politiche di contrasto al sommerso debbano essere equilibrate e combinare misure dissuasive e di stimolo, come anche ispezioni sul lavoro”. Lo ha detto ieri il direttore generale dell’Organizzazione internazionale del lavoro (Ilo), Guy Ryder, intervenendo a Vilnius, capitale della Lituania, alla Conferenza internazionale “How to Make Formal Work Attractive”, durante la quale sono state discusse le strategie migliori per favorire il passaggio da un’economia informale, che in Europa assume spesso la forma di attività legali non dichiarate alle autorità pubbliche per ridurre il costo del lavoro ed evadere le imposte, a quella formale.

 

Irregolare metà della manodopera mondiale. Rivolgendosi agli Stati membri dell’Unione europea, Ryder ha ricordato che l’economia informale continua ad assorbire circa la metà della manodopera mondiale, senza che si siano registrati miglioramenti significativi negli ultimi decenni. Per il direttore generale dell’Ilo, insieme alle ispezioni, che hanno un ruolo coercitivo e preventivo allo stesso tempo nel contrasto al lavoro sommerso, sono perciò necessari provvedimenti che riducano il carico amministrativo per le imprese e i contributi sociali e favoriscano gli sgravi fiscali.

 

La Convenzione 81 base solida per un’azione incisiva. Secondo Ryder, la Convenzione Ilo numero 81 sull’ispezione del lavoro nell'industria e nel commercio, ratificata da tutti gli Stati membri dell’Ue, fornisce una base solida per un’azione incisiva contro le frodi a livello nazionale e regionale. Anche il dialogo sociale è indispensabile per favorirne l’attuazione e il tripartismo si è dimostrato cruciale per assicurare la coerenza politica. Un’elevata incidenza di informalità, ha avvertito il direttore generale dell’Ilo, rappresenta un ostacolo non solo per il lavoro dignitoso ma anche per uno sviluppo inclusivo, con un impatto negativo sui conti pubblici e sulla leale concorrenza nei mercati nazionali e internazionali.

 

Verso la creazione di una piattaforma europea. L’Ilo, per esempio, sta lavorando con l’Ue per affrontare questo problema attraverso la creazione di una piattaforma europea contro il lavoro sommerso e di una serie di raccomandazioni per favorire la conformità con gli obblighi di registrazione e proteggere i lavoratori non dichiarati . La transizione verso l’economia formale è una priorità dell’Ilo, tanto che si sta lavorando alla elaborazione di una norma internazionale, tema all’ordine del giorno della Conferenza internazionale del lavoro di quest’anno e del 2015: “È un lavoro della massima importanza e innovativo – ha spiegato Ryder – che accrescerà la capacità dell’Ilo di far progredire i suoi valori e le sue norme, rivolgendosi ai più vulnerabili”.

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